8rit : Pramaggiore – Eraclea 3-0

PRAMAGGIORE ERACLEA
Geromin
Carlassara
(80′ Musola)
Nardo
Biasotto
Martin
Falcon
Mattiuzzo
Delle Vedove
Salvatore
(65′ Cusin)
Drigo
Murador
(52′ Chiandotto)
All. Cecco
Boso
Zorzetto
Nesto
Boatto Al.
Michelin
Pasian
Teso Al.
(60′ Carraro)
Cerchier
(70′ Boatto G.)
Boatto An.
Follador
Turcato
(40′ Lessi)
All. Pattaro

Arbitro: Gallo di Mestre 4,5

Marcatori: 37′ Salvatore (P), 76′ e 87′ Chiandotto (P)

Note

CRONACA:
Sconfitta numero otto per l’Eraclea in questo campionato che si sta dimostrando sempre più strano e tormentato per i colori granata, una sconfitta tutto sommato prevedibile visto che gli eracleensi andavano a far visita al Pramaggiore che è una delle tre squadre che si stanno contendendo il primato del girone. La prima cosa che si nota quando le due formazioni si schierano sul campo è ancora una volta la differenza di età, i padroni di casa possono contare su diversi elementi di esperienza a differenza dell’Eraclea che punta tutto su una squadra formata da giovani e giovanissimi. E’ risaputo che i più giovani possono contare su una certa freschezza atletica ed una buona tenuta per tutti i 90 minuti, ma quando è totale l’assenza di calciatori d’esperienza si corre il rischio di commettere errori ingenui, era successo nelle ultime domeniche e la cosa si è ripetuta ancora. Parte bene l’Eraclea che al 14′ di gioco crea una buona occasione, Follador sulla trequarti serve palla per Cerchier che dal limite calcia bene di sinistro mancando di pochissimo il bersaglio alla destra di Geromin. Risponde il Pramaggiore al 21′ grazie ad una precisa e veloce azione di rimessa il pallone dal vertice destro dell’attaco viene scodellato a centro area a favore di Salvatore che gira prontamente a rete sfiorando il palo alla sinistra di Boso che nell’occasione sembrava battuto. Ancora padroni di casa pericolosi al 32′ con Delle Vedove che di testa manda la sfera di poco sopra alla traversa sfruttando un calcio di punizione battuto dal vertice destro del proprio attacco. Da alcuni minuti si stanno creando delle mischie pericolose in area granata, gli eracleensi lasciano giocare un po’ troppo l’avversario che in fase offensiva dimostra di saper pungere, il gol sembra nell’aria ed arriva al 37′ minuto, il cross in area questa volta viene effettuato dalla sinistra, segue un veloce e corto scambio sotto porta con palla a Salvatore, il quale nonostante sia di spalle rispetto alla porta e sia marcato stretto da un difensore riesce a girare la conclusione sotto la traversa, l’estremo Boso con la visuale coperta non può tentare la deviazione. La formazione granata protesta a lungo sulla regolarità del gol in quanto all’inizio dell’azione appena descritta c’erano due palloni in campo, l’arbitro risponde di avere visto, ma incredibilmente afferma che l’azione non doveva essere interrotta in quanto il secondo pallone non influiva per niente, a questo punto però ci si può anche chiedere con quale dei due bisognava giocare. Niente altro di particolare per quanto riguarda il primo tempo se non un brutto fallo di reazione subito da Follador nei pressi del centrocampo, il direttore di gara vede tutto ma si limita ad un semplice richiamo verbale nei confronti del calciatore del Pramaggiore. Al primo minuto della ripresa è ancora l’arbitro protagonista quando Follador entra in area avversaria, viene spinto e cade a terra, ma la giacchetta nera fa segno di proseguire fra le proteste dell’Eraclea. Al 9′ di gioco un pericoloso calcio d’angolo battuto dall’ex granata Drigo crea un brivido alla difesa eracleense, la palla danza davanti alla porta e poi esce sul fondo. Trascorrono i minuti senza azioni di rilievo da segnalare, i padroni di casa stanno rifiatando, ma l’Eraclea non ne approfitta nei dovuti modi, i granata riescono a mantenere il pallone nella metà campo avversaria senza però mai impensierire il portiere Geromin, le pochissime conclusioni della formazione di mister Pattaro sono frettolose ed imprecise. Dopo essersi limitato a controllare l’avversario per quasi mezz’ora, con esperienza e grinta, ma anche con qualche fallo di troppo, il Pramaggiore è pronto ad assestare il colpo del k.o. e lo fa con il suo bomber in contropiede, Chiandotto riceve un rilancio del centrocampo nei pressi dell’area granata dove questa volta è stato lasciato un po’ troppo solitario, penetra in area dal vertice destro, evita il ritorno dei difensori e poi beffa Boso con un diagonale verso il secondo palo, la conclusione non sembra irresistibile ma la palla molto lentamente si infila in porta. Ad un quarto d’ora scarso dalla fine i giochi per i padroni di casa sono fatti, i due gol di vantaggio nei confronti di un avversario fino a quel momento assai sterile in attacco sono più che sufficienti per assicurare i tre punti in palio, nemmeno quando il Pramaggiore rimane in dieci al 38′ per un brutto e gratuito fallo da tergo su Boatto Alessandro la situazione cambia. I granata spendono le ultime energie rimaste nel generoso ma vano tentativo di realizzare almeno una rete, si sbilanciano più del dovuto fino a subire il terzo gol a quattro minuti dal termine, mentre il Pramaggiore è in fase difensiva Chiandotto è sempre in agguato pronto a colpire in contropiede, Michelin gli lascia un metro di vantaggio prima del rilancio della difesa dei padroni di casa sperando così che l’arbitro possa vedere la posizione di fuorigioco, cosa che non succede, in questa maniera l’attaccante scatta indisturbato percorrerendo solitario tutta la distanza che lo separa dalla porta difesa da Boso per poi superare facilmente l’indeciso portiere granata con precisione e sicurezza. Alla fine è legittima la vittoria del Pramaggiore per aver saputo gestire l’incontro nel migliore dei modi, per l’Eraclea solo buona volontà, ma quasi totale assenza in fase conclusiva e mancanza di esperienza in certe occasioni, comunque i giovani granata fanno ben sperare per il futuro. La vautazione sull’arbitro è più che insufficiente, il signor Gallo di Mestre ha sorvolato in più di una occasione su un certo tipo di gioco pesante e poi sono gravi alcune sue personali decisioni, non si può lasciar giocare con due palloni in campo e poi cercare strane giustificazioni, verso la fine poi era stanco e quindi troppo lontano dal gioco cosa che gli ha impedito di vedere la posizione di fuorigioco nell’occasione della terza rete.

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